Il Caso Campo Loris: politica senza visione e senza ascolto
Sul caso Campo Loris ci eravamo già espressi in precedenza. Da subito ci siamo opposti all'idea dell'amministrazione di costruire lì un'area cani, dividendo il sito e rendendolo accessibile solo a una parte della cittadinanza. Abbiamo votato contro le variazioni di bilancio in cui si parlava del progetto, avevamo scritto anche nel giornalino del comune di Dueville di dicembre che la scelta ci pareva inopportuna. A marzo abbiamo manifestato nuovamente la nostra contrarietà, abbiamo sostenuto la raccolta firme popolare (con più di mille firme tra cartacee e online raccolte fino a oggi) e, oltre a partecipare al flash mob dei cittadini sul tema, abbiamo organizzato una serata per ripercorrere le vicende storiche del Campo Loris e immaginarne il futuro insieme ai cittadini.
Al Consiglio del 21 maggio abbiamo portato una mozione per chiedere la sospensione dei lavori e il coinvolgimento dei cittadini per la valorizzazione di quest'area centrale e pubblica, affinché ne venga rispettata la memoria e sia usufruibile da tutti. purtroppo il Consiglio è stato sospeso. Qualche cittadino è intervenuto, pur sapendo che non è consentito dalle regole, e la Presidente, su richiesta del vicesindaco, ha sospeso la seduta.
Già all'inizio si era notata la presenza inconsueta della polizia locale all'entrata (per la prima volta dopo più di 20 anni), probabilmente qualcuno sentiva la necessità di difendersi. E sempre per difendersi la Presidente ha redarguito i cittadini sin dall'inizio invitandoli al silenzio e vietando semplici cartelloni (che non disturbavano i lavori in aula, non sono vietati dal regolamento e che semplicemente e correttamente davano silenziosamente valore alla loro presenza).
Dato l'argomento particolarmente sentito dai presenti, vi sono effettivamente stati alcuni applausi e reazioni spontanee. Anche noi a un certo punto abbiamo chiesto ai presenti di moderarsi al fine di favorire il regolare svolgimento della seduta.
Una cosa è emersa in maniera evidente: la maggioranza ha paura di confrontarsi con i cittadini. Infatti non ha mai nemmeno accarezzato l'idea di convocare l'assemblea pubblica richiesta da oltre 860 cittadini sull'area sgambamento cani.
Abbiamo riportato la questione in Consiglio, chiedendo una convocazione straordinaria, ottenuta per il 9 giugno. La risposta della maggioranza è stata quella di difendere una decisione già presa. Una politica che decide prima e ascolta dopo non è partecipazione: è una comunicazione a decisioni già prese.
La questione non riguarda soltanto un'area cani da oltre 60.000 euro, realizzata nonostante nel nostro Comune esista già uno spazio dedicato. Riguarda il modo di amministrare, il valore che si attribuisce ai cittadini, la capacità di costruire una visione condivisa del paese. Mille firme non chiedono un favore. Chiedono il rispetto di un diritto: essere ascoltati nelle scelte che riguardano il loro paese.
Noi continueremo ad esserci, dentro e fuori il Consiglio Comunale, per dare voce a questa richiesta. Per questo, siamo stati al mercato per raccogliere firme il 3 e il 10 giugno e vi invitiamo nuovamente a firmare online e a unirti ai già oltre 1.000 firmatari.